L’inizio di una nuova era con la telefonata tra Putin e Trump

La telefonata tra Putin e Trump si è tenuta ieri ed è durata per oltre 45 minuti

Nella giornata di ieri si è segnato l’inizio di una nuova era. L’era della lotta congiunta al terrorismo tra Russia e Stati Uniti è iniziata proprio con la telefonata tra i due Presidenti, Vladimir Putin e Donald Trump. Hanno discusso nello studio ovale della White House per oltre 45 minuti e la telefonata ha riguardato vari ambiti. Dalla questione nella penisola coreana alla situazione israeliana fino alla lotta al terrorismo. I due hanno espresso reciproco sostegno per combattere l’ISIS che fondamentalmente è stato finanziato dalle precedenti presidenze statunitensi, indirettamente. Trump scardinerà il sistema corrotto e finto capitalistico, che ha impoverito la massa cittadina arricchendo le grandi multinazionali e la finanza. Subito Donald ha fermato l’ingresso da Siria, Libia, Afghanistan, Iraq, Somalia, Yemen ed Iran per tre mesi e questo mi sembra giustissimo. Fin quando la situazione non si stabilizzerà è giusto negare l’ingresso a tutti coloro tra i quali si potrebbero nascondere presunti terroristi. La telefonata non è soltanto dunque una formalità ma qualcosa di ben più grosso. Trump ha dimostrato a tutto il mondo, ai radical chic, ai giornalai e ai media occidentali che fanno informazione distorta che il mondo si può cambiare e tutto non deve avvenire a senso unico. Cosa c’è di strano nelle parole e nelle volontà di Trump? Ha detto forse che vuole dare lavoro alla gente che non ha un impiego, ha forse detto che vuole portare le multinazionali suol suolo americano? Ha forse detto che l’America è prima degli americani e poi degli stranieri? E cosa ha detto di sbagliato il buon Donald, assolutamente niente. I nostri giornalisti non si rendono conto che l’accoglienza è una cosa giusta ma se fatta a dovere e soprattutto limitata. Per esempio non è giusto che in Italia ci siano migranti negli hotel a 3 stelle e gli italiani a dormire nelle auto o sotto i ponti. Questo è razzismo e non quello che fa Trump. E poi sarebbe razzista uno che nella sua squadra di governo ha schierato persone di colore? Sarebbe sessista uno che ha dato opportunità anche a delle donne di far parte del suo governo? Sarebbe sessista uno che toglie i fondi all’aborto evitando di arricchire le multinazionali del settore? Io la mia riflessione l’ho fatta e sono sempre più convinto. Tocca a voi adesso ricredervi e alla svelta.

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